PROSSIMAMENTE AL CINEMA
DAL 26 OTTOBRE CHIUSO

Cari amici del cinema Excelsior, in ottemperanza al nuovo decreto ministeriale, a partire da lunedì 26 ottobre saremo chiusi fino nuove disposizioni

Cari amici del cinema Excelsior, in ottemperanza al nuovo decreto ministeriale, a partire da lunedì 26 ottobre saremo chiusi fino nuove disposizioni

ADOTTA UNA POLTRONA

ADOTTA SIMBOLICAMENTE UNA POLTRONA E SOSTIENI IL CINEMA EXCELSIOR

Con 150€ di contributo puoi adottare simbolicamente una poltrona. Con la tua donazione dall’11 settembre 2020 al 31 luglio 2021 il biglietto ti costerà 4€ nei giorni di lunedì/martedì/mercoledì/domenica pomeriggio.
Come?
1) in contanti direttamente alla cassa
2) tramite bonifico portando la ricevuta alla cassa alla riapertura

Le nostre coordinate bancarie:
PARROCCHIA DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO – CINEMA EXCELSIOR
IT 90 J 05216 11010 0000000 23255

REGOLE CINEMA COVID-19

Gentile spettatore, siamo felici di accoglierti nuovamente al cinema Excelsior. Ecco alcune semplici ma fondamentali indicazioni che dovremo rispettare affinchè la proiezione si svolga in sicurezza:
1) arriva puntuale, per evitare assembramenti e affinchè la proiezione inizi in orario ti chiediamo di arrivare con almeno 15 minuti di anticipo.
2) tieni la mascherina per tutta la permanenza al cinema
3) all’ingresso igienizza le mani e compila l’apposito modulo affinchè, come prevede il DPCM dell’11 giugno 2020, possiamo tenere traccia delle presenze per un periodo di 14 giorni
4) gli operatori addetti del cinema dopo aver misurato la temperatura ti accompagneranno al posto. Famigliari e congiunti si possono sedere vicini, tra gli altri spettatori vige la distanza di sicurezza di 2 poltrone vuote
5) per andare ai servizi e per uscire terminato il film fai attenzione di avere sempre almeno un metro di distanza.

NOMAD – IN CAMMINO CON BRUCE CHATWIN

Durante gli ultimi anni della vita di Bruce Chatwin il regista tedesco Werner Herzog ha collaborato con lo scrittore inglese ad alcuni progetti e fra i due è nata un’amicizia istintiva e profonda. In Nomad Herzog ripercorre le tracce dei pellegrinaggi che Chatwin ha compiuto alla ricerca dell’anima del mondo, attraversando continenti con l’inseparabile zaino di pelle sulle spalle: quello zaino che ora appartiene a Herzog, e che diventa il terzo protagonista del film.

CORPUS CHRISTI

Daniel è un giovane che si trova in riformatorio per reati non solo di poco conto. Avrebbe voluto diventare sacerdote ma la sua fedina penale ora glielo impedisce. Quando però viene inviato, per un permesso lavorativo, in un paese lontano dal riformatorio viene creduto un prete e lui non fa nulla per smentire questa credenza diventando anche momentaneo sostituto del parroco.

FRIDA VIVA LA VIDA

Frida Kahlo è l’artista che più di ogni altra è riuscita a costruire una potente autobiografia per immagini, capace di raccontare con intensità la sua storia: il dolore fisico, il dramma dell’amore tradito e degli aborti, l’impegno politico. Frida è diventata, dopo la sua morte, un’icona pop in grado di raccogliere centinaia di migliaia di visitatori nelle mostre a lei dedicate e di ispirare libri, fumetti, canzoni, film e persino sfilate di moda. Ma chi era davvero Frida? E quanta energia e vitalità sprigionano le sue tele anche quando raccontano il dolore e la sofferenza? “Frida. Viva la vida” propone un viaggio in sei capitoli alla ricerca di Frida, nel cuore del Messico, tra cactus, scimmie, cervi e pappagalli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e opere della stessa Kahlo, tra cui gli autoritratti più celebri (da quello con Diego Rivera del 1931 alle Due Frida del 1939, da La colonna spezzata del 1944 al Cervo ferito del 1946).

VAN GOGH E IL GIAPPONE

Un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura. Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti. Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

NEWSLETTER
Iscriviti alla nostra newsletter per tenerti aggiornato sulle prossime uscite e iniziative del cinema.